La notizia è del 7 luglio 2017: la faggeta dei Monti Cimini è stata riconosciuta dalla Commissione Unesco, riunita a Cracovia, patrimonio mondiale dell’umanità. Per noi è motivo di grande orgoglio che il bosco in cui siamo cresciuti abbia ottenuto un così alto riconoscimento.

Tutte le faggete vetuste di cui l’Italia è ricchissima sono state iscritte nella lista dei siti naturali patrimonio dell’umanità. In Europa si trovano in altri 11 paesi tra cui Germania, Albania, Austria fino ad arrivare in Spagna. In Italia si estendono dalla Toscana alla Calabria. La loro ricchezza è la particolare biodiversità che custodiscono, mostrando di sapersi adattare a differenti condizioni climatiche, geografiche e fisiche.

A sostenere il progetto della faggeta dei Monti Cimini è stata l’Università della Tuscia, in particolare i professori Alfredo Di Filippo e Gianluca Piovesan che hanno coordinato per l’Italia il grande e lungo lavoro scientifico svolto sotto la regia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la direzione internazionale del Ministero Ambiente dell’Austria. Il progetto è stato portato avanti per l’unicità degli aspetti ecologici e strutturali che racchiude alberi alti fino a 50 metri.

Siamo sempre stati convinti della bellezza di questo bosco, un luogo magico, dai colori e dagli odori coinvolgenti, dove trovare pace e tranquillità. Fin da bambini lo abbiamo frequentato, con la scuola prima e con i nostri cani poi. Succedeva spesso che durante il week-end portassimo lì le nostre prime cagnoline, Belfa e Gori, e poi a seguire Leon, Berry e Lilith. Oggi continuiamo a frequentarlo con i nostri figli e amici. Sapere che abbia ottenuto questo importante riconoscimento ci rende molto orgogliosi. Per chi ama la natura, è un luogo da non perdere!

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